Non più tartufi abruzzesi “spacciati” per prodotti dell’Umbria o del Piemonte e venduti in altri angoli del mondo. Cambia la legge e arriva anche l’apposito logo “Tartufo d’Abruzzo” per le 11 associazioni e gli 8mila tartufai della regione. Gli interventi normativi rappresentano il frutto di un’attenta analisi delle problematiche messe in evidenza dalle associazioni di categoria e apportano modifiche necessarie ed urgenti, in quanto il quadro evolutivo del settore tartufo della regione Abruzzo, negli ultimi anni, ha fatto emergere l’esigenza di rimodulare la normativa regionale vigente, al fine di migliorarla, pur conservandone i punti di forza, il tutto in armonia con quanto previsto dalla legge nazionale. Le modifiche apportate, da un lato tutelano e preservano il patrimonio tartufigeno della regione e, dall’altro, valorizzano la produzione locale sui mercati nazionali ed europei.